Adenocarcinoma prostatico gleason 3 3

2) Un altra causa può essere l’acido fitanico contenuto nei latticini che può aumentare l’espressione dell’enzima α-metilacil-coa racemasi.
Questa sostanza interviene nello sviluppo del tumore.

Last updated on giugno 30th, 2018 at 11:53 am

Generalmente è multifocale, cioè colpisce tutta la prostata e non solo una parte.

3) Secondo Newmark et al. la quantità elevata di fosfati contenuti nei latticini può favorire lo sviluppo del tumore alla prostata perché aumenta la concentrazione di fosfati nel plasma. Questo incrementa eccessivamente la concentrazione di 1,25-diidrossicolecalciferolo.

6) Il latte intero e i latticini ad alto contenuto di grassi possono aumentare le concentrazioni di peptide C. Questa sostanza può aumentare il rischio di carcinoma prostatico aggressivo (Fonte – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15075172)

Il tumore alla prostata maligno è uno dei tipi di cancro più frequenti diagnosticati negli Stati Uniti e si presenta soprattutto negli uomini che hanno oltrepassato i 65 anni d’età.

Dopo gli 80 anni la maggior parte degli uomini ha il tumore alla prostata, ma è asintomatico, quindi il paziente non sa di avere questa massa.
Generalmente non colpisce i giovani o le persone di 30/40 anni.

  1. L’età è il fattore principale per il cancro alla prostata. Si è scoperto che gli uomini che hanno 65 anni e più hanno un rischio maggiore di avere questo tipo di cancro.
  2. La storia famigliare è un altro fattore per la formazione del cancro alla prostata.
    Un uomo ha un rischio maggiore di contrarre questa malattia se il padre ha sofferto dello stesso disturbo in precedenza. Il rischio aumenta di due o tre volte in media.
  3. La mortalità è più alta nelle persone di razza nera (circa il doppio). (Fonte)

Non si conoscono le cause precise.
Tuttavia, ci sono alcuni fattori di rischio che possono causare il cancro.

Dopo la chirurgia, il valore di PSA dovrà azzerarsi se la prostata è completamente rimossa.

Che cosa è la prostata?
La prostata è una ghiandola, a forma di castagna, che si trova sotto la vescica nel maschio e che abbraccia il canale che porta fuori le urine e il liquido seminale, cioè l’uretra.
Il compito principale della prostata è quello di fornire alcuni elementi necessari all’arricchimento del liquido seminale.

Generalmente, la biopsia target viene associata alla biopsia standard.

Detto questo, indipendentemente dal fatto di avere una completa rimozione di prostata e tumore, in un certo numero di pazienti può osservarsi la cosiddetta ripresa di malattia biochimica. Questa sarebbe una risalita del PSA. Va seguita dal proprio urologo e, anche in questo caso, il paziente potrebbe dover essere indirizzato ad ulteriori terapie.

NB: Proprio perché sappiamo quanto sia importante il recupero della continenza per il paziente, specialmente quanto sia importante il precoce recupero della continenza , nel nostro Centro applichiamo come standard in tutti i pazienti una tecnica di ricostruzione posteriore della muscolatura coinvolta nella continenza urinaria: il cosiddetto “ punto di Rocco ”. É stato riportato in una meta-analisi della letteratura (vale a dire un approfondito studio che analizza contemporaneamente tutti gli studi disponibili in letteratura e ne paragona i risultati) che il punto di Rocco, se eseguito, consente un più precoce recupero della continenza urinaria ad 1 mese dopo l’intervento.

Quali disturbi dà il tumore della prostata?
Il tumore della prostata, soprattutto quando diagnosticato precocemente, non dà particolari disturbi. Questo non significa che chi non soffre di disturbi urinari per colpa della prostata non corra alcun rischio di sviluppare il tumore della prostata.

Tumore della prostata: diagnosi precoce

Qualora invece i fattori elencati identifichino un rischio più elevato, sarà opportuno procedere con ulteriori accertamenti volti a definire se vi sia il rischio che la malattia sia disseminata ai linfonodi (ecco perché al paziente viene richiesto di eseguire una TAC) o alle ossa (ecco perché al paziente viene richiesta una scintigrafia ossea).

Una volta che la biopsia prostatica ci ha rivelato che nei campioni in esame ci sono cellule tumorali, sarà importante capire l’aggressività e l’estensione della malattia che ci troviamo ad affrontare.
Una prima serie di informazioni le acquisiamo dai parametri già in nostro possesso: