I sintomi della prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna)

Altri farmaci, invece, agiscono bloccando gli ormoni maschili, che sono responsabili dell’aumento di volume della prostata. Tali farmaci possono ritardare o prevenire l’intervento chirurgico.

In caso di ostruzione delle vie urinarie, possono venire utilizzati gli alfa-bloccanti, i quali rilassano la muscolatura liscia della prostata e della vescica, incrementando il flusso urinario e dando così sollievo ai sintomi più comuni avvertiti dal paziente.

  1. imparare a ridurre l’introito di liquidi prima di uscire o prima di andare a dormire,
  2. ridurre o evitare le bevande alcoliche o contenenti caffeina,
  3. non assumere o limitare l’assunzione di farmaci decongestionanti nasali, antidepressivi, antistaminici, diuretici,
  4. allenare la vescica a trattenere l’urina,
  5. praticare esercizi che rinforzano la muscolatura pelvica.

Le complicanze più frequenti dell’ipertrofia prostatica benigna sono:

Nei casi più gravi di ostruzione urinaria si può avvertire un senso di pienezza e dolore nella parte inferiore dell’addome. Più spesso, tuttavia, la ritenzione non dà sintomi fino a quando non diventa molto grave.

Se la terapia farmacologica si fosse rivelata inefficace si passa all’intervento chirurgico, il quale consente la massima riduzione dei sintomi.

  • l’età maggiore di 50 anni,
  • la familiarità,
  • alcune patologie come l’obesità, il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari,
  • la mancanza di esercizio fisico.

Se il soggetto lamenta un blocco a urinare può essere richiesto un esame specifico, l’uroflussometria, in grado di valutare il volume e la velocità di flusso dell’urina dalla vescica verso l’esterno. Subito dopo tale esame viene svolta un’ecografia della vescica per stimare l’eventuale presenza di un residuo urinario in vescica. Entrambe queste indagini servono a diagnosticare la presenza e l’entità della ritenzione di urina.

  • ritenzione urinaria,
  • presenza di sangue nelle urine,
  • infezioni delle vie urinarie,
  • alterata funzionalità dei reni,
  • calcolosi delle vie urinarie.
  • alfabloccanti,
  • inibitori della 5-fosfodiesterasi,
  • inibitori della 5-alfa reduttasi,
  • combinazioni di farmaci.

Questa condizione spesso si manifesta durante la seconda fase di crescita.

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici (come l’esame del PSA ed eventuale biopsia in casi dubbi).

La chirurgia minimamente invasiva può distruggere tessuto prostatico ingrossato o allargare l’uretra, aiutando così ad alleviare l’ostruzione e la ritenzione urinaria.

La prostata è una ghiandola a forma di castagna e fa parte del sistema riproduttivo maschile. La funzione principale è la produzione della componente liquida del seme, che è essenziale ai fini della fertilità maschile.

Questi effetti collaterali sono sostanzialmente legati agli inibitori della 5-fosfodiesterasi. Gli effetti collaterali legati agli alfabloccanti includono:

Fonte Principale: kidney.niddk.nih.gov (adattamento a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)

La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore.

Il medico o l’urologo possono prescrivere farmaci che bloccano la crescita della prostata o ne riducono il volume, o che comunque riducono i sintomi associati con la patologia: