Ipertrofia prostatica benigna: sintomi, cure e dieta

Spesso, quest’ultimo deve rimanere inserito per diversi giorni. Talvolta, il catetere causa il giorno dopo l’intervento spasmi vescicali ricorrenti, dolorosi e difficili da controllare. Comunque, questi spasmi di solito spariscono nel giro di qualche tempo.

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici (come l’esame del PSA ed eventuale biopsia in casi dubbi).

Benché la rimozione di tessuto prostatico riduca molti sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna, di per sé non è curativa per l’ipertrofia in quanto tale.

L’urologo potrà raccomandare la rimozione chirurgica del tessuto prostatico ingrossato o l’esecuzione di incisioni nella prostata per allargare l’uretra come trattamenti a lungo termine. La chirurgia viene consigliata quando:

Questi effetti collaterali sono sostanzialmente legati agli inibitori della 5-fosfodiesterasi. Gli effetti collaterali legati agli alfabloccanti includono:

Possono rendersi necessari trattamenti ulteriori se i problemi prostatici recidivano. Possono insorgere problemi se il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna lascia intatta una parte importante di prostata. Circa il 10% degli uomini trattati con TURP o TUIP ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni. Circa il 2% degli uomini trattati con prostatectomia a cielo aperto ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni.

Individui con i sintomi elencati devono consultare un medico.

Via via che la ghiandola si ingrossa, comprime e schiaccia l’uretra. Le pareti della vescica tendono ad ispessirsi. Col tempo, la vescica si può indebolire, perdere la capacità di svuotarsi completamente e contenere quindi un po’ di urina residua.

  • il primo avviene presto, durante la pubertà, quando la prostata raddoppia le proprie dimensioni;
  • il secondo periodo inizia verso i 25 anni e continua durante quasi tutta la vita.

Alcuni farmaci, come gli antistaminici e i decongestionanti nasali, possono riducono la capacità della vescica di contrarsi. Dal momento che tali farmaci provocano un’ostruzione al flusso urinario, risultano controindicati nei soggetti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Se il paziente è in terapia con uno di questi farmaci, è in genere necessario interromperne l’assunzione il prima possibile.

Tra le complicanze della TURP, è bene ricordare:

L’ingrossamento della prostata è una patologia la cui incidenza aumenta con l’età. È molto comune dopo i 50 anni, tanto che i disturbi minzionali che tale malattia determina vengono considerati tipici di questa età e quasi fisiologici.

  1. imparare a ridurre l’introito di liquidi prima di uscire o prima di andare a dormire,
  2. ridurre o evitare le bevande alcoliche o contenenti caffeina,
  3. non assumere o limitare l’assunzione di farmaci decongestionanti nasali, antidepressivi, antistaminici, diuretici,
  4. allenare la vescica a trattenere l’urina,
  5. praticare esercizi che rinforzano la muscolatura pelvica.

Spesso non si rende necessaria alcuna terapia, a meno che non si manifestino sintomi invalidanti o fastidiosi per il paziente, oppure complicanze quali:

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un ingrossamento non tumorale della ghiandola prostatica.

La prostata è una ghiandola a forma di castagna, la cui funzione è quella di produrre la parte liquida dell’eiaculato. Si trova appena al di sotto della vescica e davanti al retto, con cui è in contatto. Circonda la porzione iniziale dell’uretra, quel condotto che mette in comunicazione la vescica con l’ambiente esterno permettendo l’eliminazione dell’urina.

  • ritenzione urinaria,
  • presenza di sangue nelle urine,
  • infezioni delle vie urinarie,
  • alterata funzionalità dei reni,
  • calcolosi delle vie urinarie.

Alcuni uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna sperimentano una riduzione del desiderio sessuale, anche se non ne sono ancora chiare le cause; la comunità scientifica ha formulato ipotesi su cause psicologiche e fisiche, mentre è certo l’impatto di alcuni farmaci che riportano come possibile effetto collaterale proprio la diminuzione della libido.