La vitamina che può salvare la tua prostata

Uno studio ha mostrato che la vitamina D rallenta la crescita delle cellule tumorali della prostata nei modelli animali. La vitamina D inoltre regola la crescita di nuovi vasi sanguigni, che sono importanti per mantenere sane le cellule di tutto il corpo.

Scopri qual è e come essere sicuro di prenderne abbastanza

Per essere certo di non incorrere in una carenza di vitamina D (e allo stesso tempo proteggere la tua prostata) dovresti mangiare cibi ricchi di vitamina D come salmone, tonno, sardine, latte fortificato, cereali fortificati, carne di maiale, uova, funghi, ricotta.

La giusta quantità di 25-OH D nel sangue per gli uomini va dai 30 agli 80 nanogrammi per millilitro (ng/ml). Nel corso dello studio i livelli medi rilevati nei soggetti afroamericani era inferiore rispetto a quelli dei soggetti euroamericani (16,7ng/ml contro 19.3ng/ml).

Quando i livelli erano drasticamente inferiori rispetto a questa media, gli individui afroamericani erano 5 volte più a rischio di contrarre un cancro alla prostata molto aggressivo. Gli euroamericani con livelli molto bassi invece erano 3,5 volte più a rischio.

Scritto da: Admin 7 ottobre 2014

Ecco un buon motivo per odiare l’inverno: secondo uno studio della Northwestern University i livelli bassi di vitamina D possono aumentare il rischio di cancro alla prostata e la diffusione di questa malattia.

Di conseguenza a seconda del colore della tua pelle, del luogo in cui vivi, della stagione e del tasso di assorbimento del tuo corpo, potresti non assumere abbastanza vitamina D.

Le dosi giornaliere raccomandate di vitamina D sono di 200 UI al giorno fino ai 50 anni di età, 400 UI dai 50 ai 70 anni e 600 UI al di sopra dei 70anni. Alcuni studi recenti tuttavia suggeriscono che tali dosi sono insufficienti e dovrebbero essere aumentate ad 800-1000UI. Il limite massimo è di 2000 UI al giorno, sopra questo limite può verificarsi tossicità.

Attenzione alla regolaritГ intestinale: la stipsi cronica e, al suo opposto, la diarrea possono provocare fenomeni irritativi tra intestino e prostata

Varicocele: come riconoscerlo e curarlo

Risponde: Maggi Mario – Andrologo e sessuologo

Bere almeno due litri di acqua al giorno: così si può ridurre il peso specifico delle urine e prevenire le infezioni urinarie, sono molto frequenti nel paziente prostatico. L’acqua va bevuta a piccoli sorsi e molto di frequente.

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Collocata subito sotto la vescica, circonda un tratto dell’uretra, cioГЁ il canale che porta l’urina verso il pene ed ГЁ avvolta in una capsula fibrosa che la isola dagli organi vicini.

A quarant’anni è grande più o meno quanto una castagna: la ghiandola, di cui sono dotati soltanto gli uomini, cresce naturalmente nel corso degli anni. Ecco come prevenire i suoi disturbi.

Prostata, ecco i consigli di Sergio Bracarda, responsabile del Centro oncologico dell’Ospedale San Donato di Arezzo, per mantenerla in salute e per identificare precocemente eventuali patologie.

Bulimia al maschile Nonostante siano da sempre considerati prettamente “femminili”, la bulimia e altri disturbi alimentari si stanno diffondendo anche tra gli uomini.

Tra i molteplici prodotti presenti sul mercato, particolare rilevanza riveste il Vandaprost®, un integratore alimentare a base di Serenoa Repens, Pino marittimo, Licopene, Vitamina E-acetato, Selenio metionina. L’associazione di tali sostanze favorisce il benessere della ghiandola prostatica, esercitando un’azione protettiva tale da assicurarne integrità e funzionalità.

La medicina integrata può anche essere affiancata al trattamento farmacologico tradizionale, ne potenzia infatti i benefici ed è anche consigliabile come trattamento preventivo da effettuarsi a cicli, due – trevolte l’anno, dopo i quarantanni.

grazie ad un’azione anti radicali liberi potenziano e migliorano gli effetti protettivi degli altri costituenti.

La medicina integrata garantisce un miglior rapporto rischio-beneficio, rispetto alle tradizionali terapie farmacologiche, dovuto al fatto che non altera il quadro ormonale sistemico, non esercita dunque effetti negativi sulla libido e sull’attività sessuale.

Nel caso in cui i sintomi e la situazione non richiedano trattamenti farmacologici specifici, l’assunzione di integratori, medicinali omeopatici e fitoterapici a base di tali sostanze, possono essere un valido aiuto per tenere sotto controllo i sintomi ed evitare che la patologia progredisca.

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Il primo sintomo che il paziente avverte è la difficoltà a urinare, in particolare ad iniziare la minzione. La crescita della ghiandola, infatti, restringe sempre più l’uretra, esercitando un effetto ostruttivo che comporta per la vescica un eccesso di lavoro per esercitare la minzione. Lo svuotamento incompleto comporta la permanenza in vescica di un residuo urinario che facilita l’insorgenza d’infezioni urinarie o la formazione di calcoli vescicali.

Come tutti i farmaci, anche quelli per l’ipertrofia prostatica presentano numerosi effetti indesiderati, che interessano soprattutto la funzione sessuale: impotenza, diminuzione della libido ed eiaculazione retrograda.

è utilizzato come fonte di Beta-sitosterolo, una sostanza che ha dimostrato un effetto positivo sul parenchima prostatico, attraverso un’azione anti-ossidante.