Prostatite cronica acuta

La prostatite è un processo infiammatorio che interessa la prostata e i tessuti circostanti. Esistono diversi tipi di prostatite: batterica acuta, batterica cronica, abatterica cronica e prostatite asintomatica. Dal punto di vista epidemiologico, la prostatite è una condizione clinica molto frequente, si stima che colpisca circa un terzo della popolazione maschile annualmente. Bisogna inoltre sottolineare che la fascia di età dai 20 ai 40 anni è quella maggiormente a rischio di sviluppare tale patologia.

Le forme di prostatite cronica abatterica possono migliorare con l’utilizzo di antibiotici, antiinfiammatori e farmaci alfa bloccanti, eventualmente associati a fitoterapici. Queste forme di infiammazione della ghiandola prostatica possono inoltre in alcuni casi migliorare con una terapia che preveda la combinazione di un approccio psicologico e di fisioterapia.

Nella forma cronica i sintomi perdurano per un periodo superiore ai tre mesi. Solitamente il paziente non lamenta febbre, ma sono presenti sintomi irritativi (pollachiuria, nicturia, urgenza, stranguria) e dolore pelvico. Tali sintomi hanno un profondo impatto negativo sulla qualità di vita del paziente.

La diagnosi di prostatite si basa su dati anamnestici, esame obiettivo e valutazioni strumentali. In particolare, è utile porre domande riguardo le abitudini sessuali del paziente (rapporti a rischio, cambio partner ecc). All’esplorazione rettale si evidenzierà inoltre una prostata molto dolente.

Nell’ambito della diagnosi di prostatite possono essere di aiuto anche esami di laboratorio quali la ricerca di batteri nel liquido seminale e nelle urine e la coltura di urine e/o liquido prostatico ottenuto a seguito di massaggio della prostata (Test di Stamey). In corso di prostatite si potrebbe registrare un incremento dei valori ematici di Antigene Prostatico Specifico (PSA). Il quadro può essere eventualmente completato da un’ecografia prostatica transrettale e dall’uroflussometria con valutazione ecografica del residuo post-minzionale.

Clinicamente, la forma acuta e quella cronica si presentano con sintomi diversi. La prostatite acuta si manifesta frequentemente con difficoltà a iniziare la minzione, bruciore durante la minzione (stranguria), aumentata frequenza (pollachiuria), anche notturna (nicturia), senso di urgenza e di vescica non vuota e dolore gravativo al basso ventre. Alcuni pazienti lamentano inoltre presenza di sangue nello sperma ed eiaculazione dolorosa. In alcuni casi può esser presente febbre con brivido.

La terapia nel paziente affetto da prostatite varia a seconda della forma di prostatite (acuta vs. cronica) e dell’eziologia. In particolare, i pazienti affetti da prostatiti batteriche avranno beneficio da una terapia antibiotica con farmaci che raggiungano facilmente le vie urinarie (ad esempio le penicilline ad ampio spettro e i fluorochinolonici). La terapia antibiotica può inoltre essere modulata sulla base dell’antibiogramma, una volta identificato il patogeno responsabile dell’infezione. La terapia va inoltre protratta solitamente per 3-4 settimane. Le prostatiti croniche batteriche infine richiedono cicli prolungati (anche 6-8 settimane) di antibiotici che riescano a penetrare con facilità la capsula prostatica. In alcuni casi di prostatiti batteriche acute, può essere necessaria l’ospedalizzazione e un’antibioticoterapia condotta per via endovenosa. Inoltre, se la prostatite condiziona episodi di ritenzione di urina e impossibilità di svuotamento della vescica, può rendersi necessario il posizionamento di un catetere cistostomico sovrapubico.

Ospedale San Raffaele – Milano, via Olgettina 60, 20132 Milano, Italia – Tel. 02 26 431
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Sindrome dolorosa pelvica cronica (Categoria III): persistenza della sintomatologia; possibile peggioramento; in alcuni casi, remissione spontanea e attenuazione dei sintomi nel tempo.

Per la diagnosi della prostatite cronica batterica ГЁ essenziale effettuare un’indagine basata sulla coltura di campioni urinari e di secreto prostatico, finalizzata alla localizzazione del focolaio di infezione. Il test di Meares e Stamey, considerato la metodica di elezione per la diagnosi microbiologica delle prostatiti, ГЁ basato sulla raccolta e sulla coltura di urine di primo mitto, di mitto intermedio e di mitto in seguito a massaggio prostatico. Le secrezioni prostatiche espresse durante il massaggio prostatico sono anch’esse analizzate mediante coltura e antibiogramma (Stamey TA. Prostatitis. J R Soc Med. 1981; 74(1):22-40).
Nella nostra pratica clinica, stiamo valutando se l’aggiunta al test di Meares-Samey di colture da tampone uretrale e da campioni di liquido seminale (eiaculato totale) possa aumentare la sensibilità e la specificità dell’indagine microbiologica.

Nel caso delle prostatiti acute, il trattamento medico ha solitamente un ottimo successo.

La nostra casistica, pubblicata nel 2007 su una rivista internazionale, mostra una percentuale di successo pari al 92,7%; il che equivale a dire che in oltre il 90% dei casi la terapia consente una completa eradicazione dei microrganismi che causano l’infezione prostatica, con miglioramento significativo della sintomatologia (Magri V et al., Int J Antimicrob Agents. 2007 29:549-56).

Uretra prostatica, membranosa ed anteriore.
Henry Gray (1825–1861) – Anatomy of the Human Body, 1918

Prostatite cronica – Sindrome dolorosa pelvica cronica, non infiammatoria – Categoria IIIb
Se il quadro clinico ГЁ caratterizzato da sintomi minzionali, si consiglia il trattamento con un farmaco alfa-bloccante (alfuzosina, tamsulosina, terazosina, ecc.), associato, a seconda del caso, ad un fitoterapico.

Prostatite acuta batterica – Categoria I
Le prostatiti acute sono chiaramente associate ad un’infezione della ghiandola prostatica da parte di un microrganismo uropatogeno. Il trattamento si basa sulla somministrazione di antibiotici, che puГІ differenziarsi a seconda della natura del patogeno infettante. Inizialmente, la somministrazione empirica di alte dosi di antibiotici battericidi, come le penicilline ad ampio spettro o le cefalosporine di terza generazione, associate anche con aminoglicosidi, ГЁ necessaria fino alla scomparsa della della febbre e di altri sintomi a livello sistemico. Dopo tale miglioramento, ГЁ possibile passare ad una terapia orale di alcune settimane con farmaci quali i fluorochinoloni. In presenza di un modesto residuo vescicale dopo minzione e di una sintomatologia disurica, ГЁ utile a nostro avviso associare un farmaco alfa-litico.

Alternative possibili:
Non sono note strategie alternative al trattamento antibiotico nel caso delle prostatiti acute e croniche batteriche (categorie I e II).
L’intervento chirurgico va considerato solo in casi molto rari e specifici, in presenza di franca ostruzione, anche dovuta ad una concomitante ipertrofia benigna.

Gli effetti collaterali della terapia medica dipendono dal tipo di farmaci somministrati.