Prostatite cronica terapia

Alcuni studi documentano un effetto positivo dei farmaci boccanti dei recettori alfa-adrenergici (detti anche alfa-bloccanti o alfa-litici: alfuzosina, tamsulosina, terazosina) in associazione con la terapia antibiotica (Barbalias GA et al. J Urol 1998;159:883-887). Se il paziente presenta sintomi di tipo ostruttivo, un abbassamento del flusso massimo di urina ed un residuo di urina post-minzione, l’aggiunta dell’alfa-bloccante ГЁ una giustificata scelta terapeutica. L’associazione antibiotici-alfa-bloccanti ГЁ stata inoltre recentemente inclusa tra le raccomandazioni per il trattamento delle prostatiti croniche batteriche (Wagenlehner, Weidner e Naber. Expert Opin Pharmacother 2007;8:1667-74). La terapia di associazione comprende inoltre un farmaco ad attivitГ antinfiammatoria a livello prostatico. Tale protocollo, descritto in letteratura, ГЁ stato definito “delle tre A: Antibatterico, Antinfiammatorio, Alfa-bloccante” (Nickel JC. BJU Int 2004;94:1230-1233). Dato che la terapia prevede un periodo di somministrazione prolungato (4-6 settimane, con possibilitГ di ripetere un secondo ciclo di trattamento), si preferisce adottare farmaci che, se somministrati per lunghi periodi, non causano effetti indesiderati a livello gastrico. Inoltre, si preferisce evitare l’associazione con antinfiammatori non-steroidei, data la possibile influenza sulla soglia convulsiva del soggetto (l’interazione ciprofloxacina-FANS puГІ esercitare un’azione inibitoria sulla formazione di GABA, che potrebbe portare ad un’eccessiva stimolazione del sistema nervoso centrale. (Nobili A, Pasina L, Garattini S. Aggiornamento Medico 31,312-314, 2007). Da dati di letteratura, gli estratti di Serenoa repens mostrano un profilo antinfiammatorio a livello prostatico (Vela Navarrete R et al., Eur Urol 2003;44:549-55; Paubert-Braquet M t al., Leukot Essent Fatty Acids 1997;57:299-304) e sono per questo somministrati in terapia di associazione (Morgia G et al. Effects of Serenoa repens, selenium and lycopene (ProflussВ®) on chronic inflammation associated with benign prostatic hyperplasia: results of “FLOG” (Flogosis and Profluss in Prostatic and Genital Disease), a multicentre Italian study. Int Braz J Urol. 2013;39:214-21). . E’ inoltre possibile l’integrazione della terapia medica con supplementi che mostrino attivitГ favorevole a livello della ghiandola prostatica (Licopene, Selenio, Zinco, ecc.). In caso di persistenza dei microrganismi infettanti dopo un primo ciclo di terapia di associazione, nostri dati di letteratura indicano che nel 75% di questi casi un secondo ciclo di trattamento (per il fluorochinolone ci si orienta sul farmaco caratterizzato dalla piГ№ bassa MIC: in generale ciprofloxacina o levofloxacina) puГІ contribuire all’eradicazione dei patogeni causativi (Magri V, et al. Int J Antimicrob Agents 2007;29:549-56).

I National Institues of Health (NIH) hanno proposto la seguente classificazione delle prostatiti, accettata e utilizzata a livello internazionale (Krieger JN, Nyberg L Jr, Nickel JC. NIH consensus definition and classification of prostatitis. JAMA. 1999;282(3):236-7):

Nel caso delle prostatiti acute, il trattamento medico ha solitamente un ottimo successo.

Dati di letteratura indicano che le probabilitГ di successo (eradicazione completa dei patogeni infettanti) variano tra il 60 e il 95% nel caso della prostatite cronica batterica (Categoria II, NIH-NIDDK).

Per la diagnosi della prostatite cronica batterica ГЁ essenziale effettuare un’indagine basata sulla coltura di campioni urinari e di secreto prostatico, finalizzata alla localizzazione del focolaio di infezione. Il test di Meares e Stamey, considerato la metodica di elezione per la diagnosi microbiologica delle prostatiti, ГЁ basato sulla raccolta e sulla coltura di urine di primo mitto, di mitto intermedio e di mitto in seguito a massaggio prostatico. Le secrezioni prostatiche espresse durante il massaggio prostatico sono anch’esse analizzate mediante coltura e antibiogramma (Stamey TA. Prostatitis. J R Soc Med. 1981; 74(1):22-40).
Nella nostra pratica clinica, stiamo valutando se l’aggiunta al test di Meares-Samey di colture da tampone uretrale e da campioni di liquido seminale (eiaculato totale) possa aumentare la sensibilità e la specificità dell’indagine microbiologica.

Da dati di letteratura, le categorie I e II comprendono circa il 5% delle prostatiti, e rispondono solitamente al trattamento antibiotico. La grande maggioranza delle prostatiti rientra nella categoria III, il che pone in molti casi un problema terapeutico. Non ГЁ semplice stimare la prevalenza delle prostatiti. Nel 1991, negli USA sono state eseguite 13 milioni di visite urologiche e nel 5.3% dei casi ГЁ stata posta una diagnosi di prostatite. In altri studi la prevalenza dei disturbi infiammatori della prostata oscilla tra il 5 e l’11%, a seconda dell’etГ e della rappresentativitГ del campione. E’ certo che, in seguito ad un primo episodio di prostatite, la probabilitГ di episodi successivi ГЁ elevata, oscillando tra il 20% e 50%, al crescere dell’etГ dei pazienti (SchaefferAJ. Epidemiology and demographics of prostatitis. Eur Urol 2003; Suppl 2:5-10). In Europa, la prevalenza stimata delle CPPS ГЁ pari all’ 11%; in Italia raggiunge il 13.8%
(Bartoletti R, Cai T, Mondaini N, Dinelli N, Pinzi N, Pavone C, Gontero P, Gavazzi A, Giubilei G, Prezioso D, Mazzoli S, Boddi V, Naber KG; Italian Prostatitis Study Group. Prevalence, incidence estimation, risk factors and characterization of chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome in urological hospital outpatients in Italy: results of a multicenter case-control observational study. J Urol. 2007;178(6):2411-5).

Prostatite cronica – Sindrome dolorosa pelvica cronica, infiammatoria – Categoria IIIa
Nonostante le prostatiti di categoria III secondo la classificazione NIH siano per definizione abatteriche, è descritto in letteratura come in numerosi casi la somministrazione di farmaci antibatterici abbia prodotto un miglioramento significativo della sintomatologia. L’impiego di farmaci antibatterici è stato inoltre recentemente raccomandato in letteratura per la terapia delle prostatiti croniche di categoria IIIa (Wagenlehner, Weidner e Naber. Expert Opin Pharmacother 2007;8:1667-74; Nickel JC, Int J Antimicrob Agents 2007; 20) per periodi variabili tra le 2 e le 4 settimane. Agli antibatterici si associano, come nel caso delle prostatiti batteriche croniche, farmaci alfa-bloccanti e antinfiammatori. Il trattamento ha durata variabile. Va ricordato che, per l’eziologia di difficile identificazione e per la complessità delle manifestazioni sintomatologiche, le sindromi dolorose pelviche croniche possono non essere caratterizzate da un soddisfacente successo terapeutico; in queste patologie l’obiettivo primario resta pertanto l’attenuazione dei sintomi e il miglioramento della qualità della vita. Va però ricordato che è stato spesso osservato e descritto in letteratura che tali affezioni possono andare incontro a spontanea attenuazione nel tempo.

Prostatite cronica batterica – Categoria II
I pazienti che appartengono a questa categoria presentano infezioni ricorrenti del basso tratto urinario, che possono essere evidenziate con opportuni esami microbiologici. Il ritrovamento di batteri o altri microrganismi patogeni giustifica l’utilizzo come prima scelta di una terapia antibiotica. I fluorochinoloni sembrano possedere numerosi vantaggi rispetto ad altri farmaci, sia per la marcata attivitГ battericida, sia per l’elevata capacitГ di penetrazione nei tessuti prostatici. In base alla sensibilitГ del microorganismo infettante, il nostro protocollo terapeutico propone come antibatterico di base un fluorochinolone a spettro allargato (solitamente ciprofloxacina), cui viene associato un macrolide (solitamente azitromicina) (Magri V et al., Fluoroquinolone-macrolide combination therapy for chronic bacterial prostatitis: retrospective analysis of pathogen eradication rates, inflammatory findings and sexual dysfunction. Asian J Androl. 2011 Nov;13(6):819-27). L’associazione di quest’ultimo al fluorochinolone ГЁ considerata particolarmente favorevole; dati di letteratura mostrano che i macrolidi sono caratterizzati da una buona penetrazione a livello prostatico (Wagenlehner FM, Naber KG. Expert Rev Anti Infect Ther 2003;1:275-282), da una spiccata attivitГ nei confronti dei batteri gram-positivi, di micoplasmi e di Chlamydia, e dalla capacitГ di inibire la formazione dei biofilm, costituiti da colonie batteriche annidate all’interno di matrici polisaccaridiche. La persistenza dei biofilm batterici a livello prostatico, e la loro resistenza a concentrazioni battericide di antibiotici, ГЁ ritenuta essere la principale causa delle recidive e delle persistenze nelle prostatiti di tipo II. I macrolidi sono stati recentemente suggeriti da esperti internazionali quali antibiotici da impiegarsi per il trattamento delle prostatiti croniche batteriche (Wagenlehner, Weidner e Naber. Expert Opin Pharmacother 2007;8:1667-74 ).

Prostatite cronica batterica (Categoria II): persistenza dei microorganismi infettanti a livello della ghiandola prostatica con possibile esacerbazione dell’infezione e della sintomatologia.

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Da vari Studi si evidenzia che i batteri nella maggior parte responsabili sono : Escherichia Coli (gram-negativo) -–Enterococcus faecalis (gram-positivo) – Staphylococcus epidermidis (gram-positivo) ma si possono anche trovare : Ureaplasma urealyticum – Chlamidia trachomatis – Micoplasmi. In questi soggetti inoltre come gia’ detto nelle pagine precedenti, si valuterà nel liquido seminale il dosaggio dell’interleuchina 8, che risultando molto elevato confermerà la patologia.

TRATTAMENTO:
Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :
a) l’Estratto di Cranwberry ;
b) la Serenoa repens ;
c) l’Uva Ursina ;
d) la Vitamina E ;
e) la Vitamina D ;
f) la Vitamina C ;
g) Lo Zinco ed il Selenio ;
h) Il Tè Verde;
i) Il Licopene

Logicamente dopo vari cicli di terapie antibiotiche e varie ricadute accompagnate da sintomatologia caratterizzata da dolore pelvico, disturbi minzionali importanti, disturbi della sfera sessuale, stato di ansia con iniziale depressione, si procederà ad attuare una terapia più invasiva consistente nell’infiltrazione prostatica eco-guidata.

DOLORE PELVICO CRONICO
Appartengono a questa categoria i Pazienti CHE PRESENTANO DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO, CON RELATIVI SPASMI DELLA MUSCOLATURA (muscoli elevatori del’ano); rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

Denominata Terapia Medica di 2° scelta, perché come appare dalla letteratura scientifica, la Ghiandola Prostatica (vedi: prostata anatomia), durante la malattia, cerca e riesce ad inglobare l’infezione in una cintura polisaccarida, il piu’ delle volte impenetrabile dagli Antibiotici somministrati, sia per via orale, che intramuscolare. Inoltre quando si verifica una ostruzione dei dotti ejaculatori, causata da calcoli, o una ostruzione degli Acini Ghiandolari, all’interno di questi, si ritrovano sempre Batteri non raggiungibili dagli Antibiotici, assunti per via generale, che formano col passare del tempo, veri e propri nidi di infezione, provocando episodi ricorrenti di Prostatite.
Sempre per quanto riguarda le Cure relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia.

Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioe’ della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo NIH)
Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

In questo Stadio purtroppo si trovano molti pazienti che presentano una vera e propria infezione della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali. (Non mi soffermo a ripetere la sintomatologia che di solito accusano perché già specificata nelle pagine precedenti).