Rimozione della prostata

Prostatectomia aperta

Sebbene l’approccio transuretrale è quello più usato, ci sono altre procedure chirurgiche per l’asportazione della prostata, come il transvesical, l’approccio retropubica e sovrapubica. Il vantaggio principale dell’approccio transuretrale è che nessuna incisione esterna è realizzata, tuttavia, è difficile da rimuovere una prostata di grandi dimensioni utilizzando TURP.

  • Le reazioni di droga
  • Problemi respiratori

Ulteriori rischi possono essere:

La resezione transuretrale della prostata è la procedura chirurgica più comune per l’iperplasia prostatica benigna (IPB). La TURP viene eseguita utilizzando anestesia generale o spinale.

Turp

La rimozione della prostata può essere raccomandata nei seguenti casi:

I rischi per un intervento chirurgico sono:

Lo svolgimento di questa procedura consiste nell’inserimento degli aghi da parte del chirurgo, il quale utilizzando una telecamera apposita riuscira a intervenire nella zona colpita e dare il via agli ultrasuoni che riscaldando gli aghi che a loro volta coinvolgeranno il tessuto della prostata, che solitamente nel giro di un paio di settimane tende a tornare alla normalità.

La TUIP o incisione transuretrale della prostata (Trans-Urethral Incision of the Prostate) è un intervento effettuato in endoscopia per ipertrofie di lieve e media entità, dove non si asporta tessuto ma viene solamente effettuata una incisione sulla prostata. Il decorso è piuttosto breve.

La HoLEP o enucleazione prostatica tramite laser a Holmio (Holmium Laser Enucleation of Prostate) si effettua per via endoscopica. Dopo aver inserito la sonda attraverso l’uretra si incide la prostata e si elimina la parte in eccesso. Dopo l’operazione si deve portare il catetere per un paio di giorni.

Nota importante è che, in questi casi, la fertilità del paziente viene irrimediabilmente compromessa e quindi il paziente deve essere avvisato di questa conseguenza.

La rimozione della prostata è sconsigliata invece nei casi in cui il paziente presenta problemi della coagulazione o la vescica neurogena.

La TUMT o termoterapia transuretrale a microonde (Trans-Urethral Microwave Thermotherapy) si effettua inserendo in uretra una sonda che induce la necrosi del tessuto della prostata tramite la produzione di onde termiche. Dopo l’intervento il paziente deve portare il catetere per un breve periodo, il decorso è di cica due mesi.

TUMT e TUNA sono glin interventi consigliati per una prostata che non superi i 50 g di peso.

Per esempio il paziente può avvertire un senso di bruciore dovuto al catetere, a volte può aumentare lo stimolo urinario, possono comparire delle urine rosse. A volte può capitare che il paziente abbia delle perdite urinarie: è del tutto normale e vengono insegnati al paziente particolari esercizi che hanno lo scopo di rinforzare i meccanismi muscolari preposti alla continenza dell’urina.

La rimozione della prostata è consigliata quando il paziente è incapace di svuotare in maniera corretta la vescica, quando si verificano sanguinamenti ricorrenti della prostata, in presenza di calcoli in vescica, in presenza di idronefrosi e di minzione estremamente lenta.

La degenza in ospedale dopo questo intervento alla prostata dura circa 6-8 giorni, in quanto c’è stata una ferita chirurgica che richiede alcune medicazioni e la rimozione dei punti di sutura. Si ricorre, come già detto, a questo intervento quando la prostata è troppo grande e quindi la TURP non risulterebbe efficace.

Effetti collaterali: Eiaculazione retrograda, presente nel 70 % dei casi è responsabile di sterilità; è correlata all’abbassamento della pressione a livello del collo vescicale e quindi a monte dello sbocco dei dotti eiaculatori determinando una più facile risalita del liquido seminale in vescica.

Le cause e gli effetti
Non si conosce con esattezza la causa della IPB. Alcuni ricercatori ritengono che sotto lo stimolo delle minzionicontinue, delle eiaculazioni e delle infiammazioni si verifichino dei microtraumi che liberano dai tessuti prostatici vicino all’uretra una sostanza capace di causare l’accrescimento delle ghiandole vicine. Un ruolo essenziale sembra essere svolto dall’assetto ormonale che si viene a creare con il passare degli anni. La IPB può potenzialmente iniziare a svilupparsi molto presto, già dopo i 30 anni, ma non in tutti i soggetti si sviluppa con la medesima modalità e velocità. I sintomi principali associati all’IPB sono pollachiuria, nicturia, sensazione di incompleto svuotamento, minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta. Quest’ultima diventa una vera urgenza urologica che richiede il posizionamento di un catetere vescicale al fine di svuotare la vescica. L’esplorazione rettale, l’ecografia prostatica trans-rettale e l’uroflussimetria sono sicuramente necessarie per un corretto studio della malattia.

Interventi non farmacologici
Spesso, adottando alcuni cambiamenti nello stile di vita, è possibile tenere sotto controllo i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna:
• Limitare l’assunzione di liquidi alla sera, per ridurre il bisogno di alzarsi la notte per urinare.
• Cercare di svuotare completamente la vescica ogni volta che si va in bagno, ad esempio urinare stando seduti
• Evitare le bevande alcoliche che possono provocare congestione della prostata
• Svolgere attività fisica (l’inattività provoca ritenzione urinaria).

Interventi chirurgici
Qualora il trattamento medico risulti inefficace è necessario intervenire chirurgicamente con interventi atti a rimuovere l’adenoma prostatico sia con tecniche endoscopiche (resezione trans-uretrale di prostata) sia a cielo aperto (per via trans-vescicale).

L’adenomectomia chirurgica: è l`intervento tradizionale, che si esegue con un accesso addominale sovrapubico ed é riservato alle prostate di grosse dimensioni, >100 gr.

Turp (clicca qui). L’Ipertrofia Prostatica Benigna consiste in un ingrossamento della prostata. Con l’aumentare dell’età la porzione centrale della ghiandola (posta a manicotto intorno al canale urinario) tende a svilupparsi in maniera eccessiva e spropositata. A causa del suddetto ingrossamento il canale urinario (uretra) può essere compresso e schiacciato così come la parte periferica della ghiandola. Dopo diversi anni di sviluppo la IPB può anche raggiungere le dimensioni di una arancia. L’Ipertrofia Prostatica Benigna (il concetto di benignità è esclusivamente istologico) è caratterizzata oltre che dall’aumento della frequenza delle minzioni diurne e notturne (pollachiuria e nicturia), anche da una sensazione di incompleto svuotamento, da minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta.

Follow-Up: La prima visita di controllo, se non presenti complicanze, viene eseguita al momento del ritiro dell’esame istologico, di solito entro trenta giorni. In tale occasione il paziente esibisce recente esame urine, urinocoltura ed eventuale antibiogramma. Il successivo controllo è di norma prescritto dopo 3 mesi con dosaggio PSA ed uroflussimetria con valutazione del residuo vescicale post-minzionale. Dopo questa visita il paziente potrà essere sottoposto al normale controllo periodico annuale durante il quale sarà sempre valutato il PSA e l’ uroflussimetria, esami che permetteranno al medico di valutare la salute della prostata (parte residua) e seguire il paziente nel lungo termine attraverso la periodica valutazione della funzione urinaria.

Distruzione della prostata con laser (clicca qui): tipi diversi di laser vengono introdotti per via trans-uretrale per distruggere il tessuto adenomatoso. Alcuni urologi considerano le tecniche laser sostitutive dei metodi precedenti in quasi tutti i casi, altri sono più selettivi. La chirurgia laser presenta vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali: meno pericolosa, permette una degenza più breve, ma ha anche alcuni svantaggi: a volte più dolori nel postoperatorio, una convalescenza più lunga ed una tecnica chirurgica che può essere maggiormente complicata.
Recentemente sono state proposte nuove terapie alternative: le diverse forme di termoterapia; esse sono tutte ambulatoriali e minimamente fastidiose per il paziente. Non tutte sono però parimenti efficaci. Ciò nonostante, almeno per alcune di esse, l’assenza di complicanze significative e la minor invasività le rendono una strada alternativa interessante.
Come nel caso delle prostatiti, anche l’Ipertrofia Prostatica Benigna può ricomparire a seguito di un primo trattamento. Per ognuna delle tecniche sopra elencate, infatti, esiste la possibilità che si renda necessario un nuovo intervento per rimuovere tessuto adenomatoso residuo o ricresciuto.

La resezione endoscopica transuretrale o Turp (clicca qui).: anche questo é un intervento chirurgico tradizionale che si esegue senza “taglio” ma con uno strumento speciale introdotto nel canale urinario attraverso il pene. E’ riservato a prostate medio/piccole. Con l’utilizzo dell’ansa bipolare Gyrus si possono resecare grosse prostate evitando l’eccessivo sanguinamento o la sindrome da turp. Al momento è uno dei trattamenti migliori e più sicuri per le prostate fino a 100 gr. Consenso informato TURP.