Tumore alla prostata aspettative di vita

Adottando questa strategia, si preserva la qualità della vita del paziente, evitandogli fastidiosi effetti collaterali di trattamenti attivi.

Il secondo, enzalutamide, agisce invece bloccando i recettori cui il testosterone aderisce per essere trasportato all’interno della cellula fino al nucleo e al DNA impedendo quindi la “messa in moto” del motore della crescita tumorale.

Tumore alla prostata aspettative di vita: negli ultimi 20 anni le aspettative di vita dei malati con tumore alla prostata sono progressivamente migliorate e attualmente il 90% dei pazienti guariscono o convivono con la malattia anche per decenni. L’aspettativa di vita si è praticamente quintuplicata negli ultimi anni e oggi la sfida è capire quando e come utilizzare tutte le armi terapeutiche a disposizione.

Il Radium 223, un “radiofarmaco”, si incorpora nell’osso (nella sede delle metastasi scheletriche) e libera un’energia molto intensa e poco penetrante (radiazioni alfa) capace di uccidere le cellule tumorali riducendo al minimo gli effetti collaterali sui tessuti sani, in particolare sul midollo osseo.

Il testosterone prodotto dai testicoli maschili stimola la crescita del tumore della prostata. La terapia ormonale cerca di contrastare questa azione rallentando o bloccando la sintesi di questo ormone (deprivazione androgenica).

Per i pazienti più “complessi” sono ora a disposizione due nuovi farmaci ormonali. Il primo, abiraterone acetato, è in grado di inibire gli ormoni in ogni sede di produzione (il tumore della prostata è molto sensibile agli ormoni androgeni, che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle cellule tumorali e dunque favoriscono la progressione della malattia).

Spesso il tumore alla prostata è presente in forma indolente (circa il 30-40% dei pazienti), cioè con una crescita molto lenta e un decorso non pericoloso per la vita (un carcinoma di piccole dimensioni, non aggressivo, a basso rischio di progressione).

Il merito di questo successo va alla diagnosi precoce e all’introduzione dei nuovi trattamenti combinati (farmaci, chirurgia, radioterapia), che hanno accresciuto la loro efficacia, sono meno invasivi e permettono di convivere a lungo con la patologia mantenendo un’ottima qualità di vita.

La maggior parte delle cellule tumorali risponde a questa privazione, tuttavia alcune proliferano indipendentemente dalla stimolazione ormonale e non rispondono alla cura. La quantità di queste cellule resistenti può aumentare con il passare del tempo rendendo la malattia “resistente alla castrazione”.

sopravvivenza ad un anno: il 47 per cento;

In generale, un certo numero di fattori influenza l’aspettativa di vita, tra cui:

Uno studio ha dimostrato che l’impatto dei nuovi trattamenti sulla speranza di vita per il cancro alla prostata ha portato avanzamenti importanti. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che ricevono nuovi trattamenti vivono, in media, due anni in più di quanto avrebbero potuto 10 anni fa.

Un certo numero di trattamenti (descritti di seguito) sono utilizzati per rallentare la diffusione delle metastasi e per migliorare la qualità della vita. Insieme al vostro medico lavorerete per determinare la migliore opzione di trattamento per la situazione sussistente. Considerazioni importanti riguardano la vostra età, lo stato generale di salute e lo stile di vita.

Nel 2012, un nuovo promettente farmaco chemioterapico, abiraterone acetato, è stato approvato dalla Food and Drug Administration. L’abiraterone acetato può essere utilizzato in combinazione con prednisone. Insieme, questi due farmaci possono rallentare la diffusione delle metastasi alla prostata negli uomini per i quali l’ADT ha smesso di funzionare. Un altro farmaco chemioterapico, il docetaxel, nei test sta rispondendo bene in combinazione con l’ADT.

Vaccini come il sipuleucel-T vengono ora utilizzati per spingere il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali della prostata. Questi vaccini sono simili a quelli che vengono utilizzati per rafforzare la risposta del sistema immunitario alle malattie infettive. I vaccini vengono creati in laboratorio utilizzando cellule dal corpo.

sopravvivenza ad un anno: il 40 per cento;

Tumore prostata metastasi ossee speranza di vita: i pazienti con malattia metastatica sono considerati a rischio molto alto dal NCCN (National Comprehensive Cancer Network), che ha aggiunto una quarta classe per questi casi.
La terapia ormonale è il cardine del trattamento per la malattia metastatica (stadio D2). La guarigione è rara, se mai possibile, ma nella maggior parte dei pazienti si verificano risposte soggettive o obiettive sorprendenti al trattamento. Il tempo mediano alla progressione clinica dei pazienti con malattia metastatica è di circa un anno e mezzo, con una sopravvivenza mediana di 2.5-3 anni.

  • età;
  • salute generale, comprese le condizioni coesistenti;
  • l’estensione e la localizzazione delle metastasi;
  • grado del tumore;
  • livelli di PSA;
  • i tipi di trattamenti che una persona riceve.

Come incidono l’età e le condizioni di salute della persona affetta sulle decisioni terapeutiche ?

Se ha eseguito le visite urologiche ogni anno a partire dai 50 anni, si tratterà molto probabilmente di un tumore in stadio iniziale, da cui potrà guarire. Per decidere la terapia più appropriata bisognerà considerare lo stadio ed il grado del tumore, l’età e le condizioni di salute della persona affetta.

Uomini di età avanzata con un’aspettativa di vita limitata a causa di malattie concomitanti e uomini con piccoli tumori di basso grado, ovvero di scarsa aggressività biologica sulla base del punteggio di Gleason ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica.

Quali sono le possibili complicanze a lungo termine della prostatectomia radicale ?

In cosa consiste l’intervento chirurgico per il carcinoma della prostata ?

Carcinoma prostatico: terapia

Che cos’è la vigile attesa ?

A differenza dell’intervento chirurgico per l’iperplasia prostatica benigna, la chirurgia del carcinoma prostatico prevede l’asportazione dell’intera prostata e non solo della sua porzione interna. Si tratta dell’intervento di prostatectomia radicale. Durante l’intervento si asporta l’intera prostata comprese le vescicole seminali, piccoli organi localizzati dietro la prostata ove si raccoglie il liquido seminale.

Chi sono i pazienti candidati per l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale ?