Tumore prostata metastasi ossee speranza di vita

Un certo numero di trattamenti (descritti di seguito) sono utilizzati per rallentare la diffusione delle metastasi e per migliorare la qualità della vita. Insieme al vostro medico lavorerete per determinare la migliore opzione di trattamento per la situazione sussistente. Considerazioni importanti riguardano la vostra età, lo stato generale di salute e lo stile di vita.

Tumore prostata metastasi ossee speranza di vita: i pazienti con malattia metastatica sono considerati a rischio molto alto dal NCCN (National Comprehensive Cancer Network), che ha aggiunto una quarta classe per questi casi.
La terapia ormonale è il cardine del trattamento per la malattia metastatica (stadio D2). La guarigione è rara, se mai possibile, ma nella maggior parte dei pazienti si verificano risposte soggettive o obiettive sorprendenti al trattamento. Il tempo mediano alla progressione clinica dei pazienti con malattia metastatica è di circa un anno e mezzo, con una sopravvivenza mediana di 2.5-3 anni.

Uno studio ha dimostrato che l’impatto dei nuovi trattamenti sulla speranza di vita per il cancro alla prostata ha portato avanzamenti importanti. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che ricevono nuovi trattamenti vivono, in media, due anni in più di quanto avrebbero potuto 10 anni fa.

La terapia ormonale, indicata anche come terapia di deprivazione androgenica (ADT), è normalmente la prima linea di trattamento per rallentare la diffusione del cancro alla prostata. Gli ormoni maschili chiamati androgeni guidano una più veloce diffusione delle cellule tumorali della prostata. La riduzione o il blocco di questi ormoni può privare le cellule tumorali del carburante di cui hanno bisogno per crescere.

sopravvivenza ad un anno: il 47 per cento;

Uno studio condotto da alcuni ricercatori in Belgio ha analizzato l’effetto che hanno le metastasi ossee sui tassi di sopravvivenza per gli uomini con cancro alla prostata. Essi hanno scoperto che le metastasi ossee hanno un forte effetto sui tassi di sopravvivenza. I risultati hanno mostrato tassi di sopravvivenza come descritti di seguito:

sopravvivenza ad un anno: 87 per cento;

sopravvivenza a cinque anni: 56 per cento.

  • età;
  • salute generale, comprese le condizioni coesistenti;
  • l’estensione e la localizzazione delle metastasi;
  • grado del tumore;
  • livelli di PSA;
  • i tipi di trattamenti che una persona riceve.
  • Metastasi ossee osteolitiche: caratterizzate dalla distruzione di osso normale in una particolare area; è il danno più comune nei tumori che si sono diffusi dal polmone, dalla tiroide, dal rene e dal colon.
  • Metastasi ossee osteoblastiche: la deposizione di nuovo tessuto avviene in risposta alla diffusione del cancro. Il processo determina una crescita anomala, dove la struttura ossea è debole e deformata. È più spesso riscontrato in tumori della prostata, della vescica e dello stomaco.

  • Farmaci anti-riassorbitivi: sono comunemente usati per trattare le persone con osteoporosi, ma possono anche aiutare i pazienti con metastasi ossee. Questi farmaci possono rafforzare le ossa, riducendo le fratture patologiche ed il dolore. I farmaci anti-riassorbitivi possono anche diminuire il rischio di sviluppare metastasi ossee in altre sedi. La terapia può causare dolore e problemi renali temporanei. In rari casi, i farmaci anti-riassorbitivi aumentano il rischio di osteonecrosi avascolare.
  • Farmaci per controllare il dolore: gli antidolorifici, come l’ibuprofene o la morfina, possono controllare i sintomi causati dalle metastasi ossee.
  • Chemioterapia: prevede l’uso di farmaci per arrestare la proliferazione delle cellule tumorali. L’effetto della chemioterapia è sistemico, quindi influenza l’intero organismo e danneggia anche le cellule sane. Per questo motivo il regime terapeutico è realizzato in cicli che prevedono periodi di riposo. I farmaci chemioterapici vengono somministrati per via orale, endovenosa o intramuscolare. Gli effetti collaterali dipendono dalla durata del trattamento e dalla dose utilizzata; possono includere affaticamento, perdita di capelli, nausea e vomito.
  • Terapia ormonale: alcuni tipi di tumore sono sensibili agli ormoni, come gli estrogeni, i quali possono stimolare la proliferazione delle cellule neoplastiche. La terapia ormonale ha quindi l’obiettivo di limitare gli effetti degli ormoni sulla progressione della malattia. Il trattamento può comportare l’assunzione di farmaci che sopprimono la produzione degli ormoni responsabili o bloccano la loro interazione con le cellule tumorali. La terapia presenta effetti collaterali simili alla menopausa (nella donna), legati alla fluttuazioni ormonali, tra cui vampate di calore, anemia e perdita di desiderio sessuale.
  • Bifosfonati: questi farmaci possono essere utilizzati per stabilizzare la massa ossea e rallentare il processo degenerativo delle metastasi. I bifosfonati sono utili anche per il trattamento del dolore e dell’ipercalcemia. La forma orale è generalmente ben tollerata, ma la terapia a lungo termine può comportare diversi effetti collaterali, come ad esempio: artralgie ed osteonecrosi della mandibola.

Le metastasi ossee possono causare una vasta gamma di sintomi, che possono compromettere la qualità della vita o accorciare la sopravvivenza del paziente. Alcuni tumori metastatizzano più facilmente alle ossa: mammella, polmone, prostata, tiroide e rene.
Segni e sintomi delle metastasi ossee comprendono:

  • Dolore osseo (sintomo più comune);
  • Fratture. Le ossa indebolite dal processo neoplastico si rompono più facilmente. Una frattura dopo un lieve infortunio è un possibile segno di metastasi ossea.
  • Anemia. La diminuita produzione di globuli rossi è un’anomalia del sangue comune nei pazienti con metastasi ossee.
  • Trattare il tumore primitivo;
  • Ridurre l’estensione delle metastasi;
  • Gestire il dolore e i danni alla struttura ossea.

Le metastasi ossee sono una complicanza frequente delle neoplasie maligne in stadio avanzato. Dopo il polmone ed il fegato, l’osso è una delle sedi di metastatizzazione più comuni per la maggior parte delle neoplasie. Le metastasi ossee possono verificarsi in qualsiasi parte dello scheletro, ma più comunemente interessano bacino, colonna vertebrale, cranio, gambe e braccia. L’effetto del coinvolgimento scheletrico è variabile e dipende da una serie di fattori, tra cui il numero e la localizzazione delle lesioni. Complicanze dirette del coinvolgimento osseo includono dolore e fratture patologiche. Con rare eccezioni, il tumore metastatizzato alle ossa non può essere curato. Tuttavia, diverse opzioni di trattamento possono aiutare il paziente oncologico a gestire il dolore ed altri sintomi.

Oltre a questi effetti locali, le metastasi osteolitiche possono causare ipercalcemia (aumento dei livelli di calcio nel sangue). Altri effetti delle metastasi ossee possono comprendere: compressione del midollo spinale, diminuzione della mobilità, incontinenza urinaria e fecale. I pazienti con metastasi localizzate a livello delle ossa della colonna vertebrale possono sviluppare danni al sistema nervoso, che possono indurre alla paralisi e alla perdita dell’uso delle gambe e/o delle braccia.

Questa distinzione non è assoluta; molti pazienti con metastasi ossee presentano lesioni sia osteolitiche che osteoblastiche.

Gli obiettivi del trattamento chirurgico per le metastasi ossee consistono nell’alleviare il dolore e ridare forza scheletrica. Le procedure chirurgiche possono aiutare a stabilizzare un osso a rischio di rottura o riparare una frattura.

Il tumore della prostata puГІ arrivare a coinvolgere anche le ossa, ma grazie a terapie specifiche ГЁ possibile affrontare anche questa situazione.

Quest’ultima aiuta a ridurre il dolore soprattutto se ГЁ limitato a una o poche zone. Inoltre la radioterapia puГІ aiutare a contrastare altri sintomi riducendo le masse tumorali localizzate in altre parti del corpo. Per un’azione piГ№ mirata alle ossa bisogna invece fare affidamento sulla medicina nucleare.

Spesso i tumori che si sviluppano nella prostata restano localizzati all’interno di questa ghiandola.

Esistono perГІ anche delle forme di carcinoma prostatico piГ№ aggressive che possono invadere i tessuti circostanti, estendersi ai linfonodi e arrivare a coinvolgere le ossa.

In entrambi i casi, perГІ ГЁ necessario che la somministrazione del farmaco sia associata all’assunzione di calcio e vitamina D per prevenire i rischi di una carenza di calcio.

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Per questo uno degli obiettivi fondamentali della terapia del carcinoma prostatico deve essere la prevenzione o il rallentamento dello sviluppo delle metastasi alle ossa.

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Fino a poco tempo fa, i radiofarmaci utilizzati in oncologia erano emettitori di particelle beta: le loro radiazioni penetrano piГ№ in profonditГ nei tessuti, provocando a volte danni anche alle cellule sane che circondano le cellule tumorali.