Urologia Grosseto

  • Emorragia, talvolta di entità tale da richiedere trasfusioni di sangue, emocomponenti o emoderivati (nell’1% dei casi);
  • Sindrome da riassorbimento del liquido di irrigazione o TUR-syndrome (2% dei casi) con sintomi quali nausea, vomito e ipertensione arteriosa;

Turp (clicca qui). L’Ipertrofia Prostatica Benigna consiste in un ingrossamento della prostata. Con l’aumentare dell’età la porzione centrale della ghiandola (posta a manicotto intorno al canale urinario) tende a svilupparsi in maniera eccessiva e spropositata. A causa del suddetto ingrossamento il canale urinario (uretra) può essere compresso e schiacciato così come la parte periferica della ghiandola. Dopo diversi anni di sviluppo la IPB può anche raggiungere le dimensioni di una arancia. L’Ipertrofia Prostatica Benigna (il concetto di benignità è esclusivamente istologico) è caratterizzata oltre che dall’aumento della frequenza delle minzioni diurne e notturne (pollachiuria e nicturia), anche da una sensazione di incompleto svuotamento, da minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta.

Interventi non farmacologici
Spesso, adottando alcuni cambiamenti nello stile di vita, è possibile tenere sotto controllo i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna:
• Limitare l’assunzione di liquidi alla sera, per ridurre il bisogno di alzarsi la notte per urinare.
• Cercare di svuotare completamente la vescica ogni volta che si va in bagno, ad esempio urinare stando seduti
• Evitare le bevande alcoliche che possono provocare congestione della prostata
• Svolgere attività fisica (l’inattività provoca ritenzione urinaria).

Interventi chirurgici
Qualora il trattamento medico risulti inefficace è necessario intervenire chirurgicamente con interventi atti a rimuovere l’adenoma prostatico sia con tecniche endoscopiche (resezione trans-uretrale di prostata) sia a cielo aperto (per via trans-vescicale).

La resezione endoscopica transuretrale o Turp (clicca qui).: anche questo é un intervento chirurgico tradizionale che si esegue senza “taglio” ma con uno strumento speciale introdotto nel canale urinario attraverso il pene. E’ riservato a prostate medio/piccole. Con l’utilizzo dell’ansa bipolare Gyrus si possono resecare grosse prostate evitando l’eccessivo sanguinamento o la sindrome da turp. Al momento è uno dei trattamenti migliori e più sicuri per le prostate fino a 100 gr. Consenso informato TURP.

L’adenomectomia chirurgica: è l`intervento tradizionale, che si esegue con un accesso addominale sovrapubico ed é riservato alle prostate di grosse dimensioni, >100 gr.

Distruzione della prostata con laser (clicca qui): tipi diversi di laser vengono introdotti per via trans-uretrale per distruggere il tessuto adenomatoso. Alcuni urologi considerano le tecniche laser sostitutive dei metodi precedenti in quasi tutti i casi, altri sono più selettivi. La chirurgia laser presenta vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali: meno pericolosa, permette una degenza più breve, ma ha anche alcuni svantaggi: a volte più dolori nel postoperatorio, una convalescenza più lunga ed una tecnica chirurgica che può essere maggiormente complicata.
Recentemente sono state proposte nuove terapie alternative: le diverse forme di termoterapia; esse sono tutte ambulatoriali e minimamente fastidiose per il paziente. Non tutte sono però parimenti efficaci. Ciò nonostante, almeno per alcune di esse, l’assenza di complicanze significative e la minor invasività le rendono una strada alternativa interessante.
Come nel caso delle prostatiti, anche l’Ipertrofia Prostatica Benigna può ricomparire a seguito di un primo trattamento. Per ognuna delle tecniche sopra elencate, infatti, esiste la possibilità che si renda necessario un nuovo intervento per rimuovere tessuto adenomatoso residuo o ricresciuto.

  • Ritenzione urinaria (6.5% dei casi), può presentarsi alla rimozione del catetere e richiede il riposizionamento dello stesso per un altro breve periodo
  • Infezione urinaria (15.5% dei casi);
  • Orchiepididimite (1.1% dei casi), infiammazione di uno o entrambi i testicoli;
  • Complicanze generali peri-operatorie che includono broncopolmonite, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, osteite del pube, infezione della ferita chirurgica;

Follow-Up: La prima visita di controllo, se non presenti complicanze, viene eseguita al momento del ritiro dell’esame istologico, di solito entro trenta giorni. In tale occasione il paziente esibisce recente esame urine, urinocoltura ed eventuale antibiogramma. Il successivo controllo è di norma prescritto dopo 3 mesi con dosaggio PSA ed uroflussimetria con valutazione del residuo vescicale post-minzionale. Dopo questa visita il paziente potrà essere sottoposto al normale controllo periodico annuale durante il quale sarà sempre valutato il PSA e l’ uroflussimetria, esami che permetteranno al medico di valutare la salute della prostata (parte residua) e seguire il paziente nel lungo termine attraverso la periodica valutazione della funzione urinaria.

Indicazioni: iperplasia prostatica benigna che causa difficoltà ad urinare.

Inizialmente l’ipertrofia prostatica benigna è trattata con i farmaci (tamsulosina, alfuzosina, silodosina, dutasteride, etc); tuttavia, quando la terapia farmacologica fallisce, si ricorre alla chirurgia.

Effetti collaterali: fastidiosi disturbi urinari (bruciore durante la minzione, minzione frequente) possono protrarsi per 4-6 settimane dopo l’intervento. L’eiaculazione retrograda (ovvero il liquido seminale, al momento dell’orgasmo, non fuoriesce all’esterno ma si riversa in vescica e viene eliminato con le urine successive al rapporto sessuale) compare nel 75% dei pazienti sottoposti a TURP e laserTURP.

  • la TURP (resezione prostatica trans-uretrale): è un intervento endoscopico, ovvero non viene incisa la cute del paziente, ma viene resecata dall’interno la porzione centrale della prostata, che causa i sintomi urinari;
  • l’adenomectomia prostatica, un intervento “a cielo aperto”: viene eseguito un taglio sulla cute del paziente per poter accedere alla prostata e rimuovere la parte ingrossata.

Definizione: la prostatectomia transuretrale mediante laser al Tullio (TULEP) è un intervento endoscopico, ovvero non implica l’incisione esterna della cute poiché lo strumento chirurgico è introdotto attraverso il pene. Scopo di questa procedura è ridurre i sintomi urinari e di ostruzione dovuti all’ingrossamento prostatico, che determina problemi allo svuotamento della vescica.
È una tecnica innovativa, alternativa alla classica resezione della prostata (TURP).

Oggi esistono molte tecniche alternative: una di queste, sicura e vantaggiosa, è la prostatectomia transuretrale mediante laser al tullio (TULEP). Essa offre gli stessi risultati e la non invasività della classica TURP, ma apporta importanti vantaggi come la riduzione del sanguinamento, del tempo di cateterizzazione e quindi dei giorni di degenza ospedaliera. Il laser al tullio è idoneo al trattamento dei tessuti molli, quale è la prostata; interagisce in modo efficace con l’acqua e per questo si adatta perfettamente alla chirurgia endoscopica: il raggio laser viene fortemente assorbito da tutti i tessuti, evitando che si propaghi in zone che non devono essere interessate dal trattamento. Oltre che per l’ipertrofia prostatica benigna, il laser al tullio può essere impiegato con successo anche per il trattamento di tumori, stenosi, incisione del collo vescicale e per la litotrissia (ovvero la frantumazione dei calcoli).

  • riduzione del sanguinamento: questo permette di eseguire tale procedura anche nei pazienti ad alto rischio, con problemi di coagulazione;
  • riduzione del tempo di cateterizzazione.

Descrizione della tecnica: per via uretrale (ovvero attraverso il pene) viene introdotto uno strumento (resettoscopio) attraverso il quale si inserisce una sonda laser. Il laser asporta la porzione di prostata aumentata; essa viene quindi ridotta in frammenti più piccoli, che vengono infine aspirati dal resettoscopio. Al termine dell’intervento viene applicato un catetere vescicole trans-uretrale.
La durata della procedura varia da 40 a 120 minuti e dipende soprattutto dalla grandezza della prostata.
L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale (spinale) o generale.

Risultati: come la TURP, la tecnica laser permette di ottenere un aumento della forza del getto urinario e riduzione del residuo postminzionale legati alla riduzione volumetrica della prostata; questo si traduce, per il paziente, in un netto miglioramento dei disturbi: il paziente urinerà meno frequentemente e il getto risulterà più potente, si riducono o si annullano le minzioni notturne, si riduce o si annulla il numero degli episodi di infezioni alle vie urinarie. Rispetto alla TURP, la tecnica laser offre dei vantaggi, che sono:

E iaculazione retrograda.

Iperplasia prostatica benigna sintomatica e Neoplasia prostatica ostruente lo svuotamento vescicale non suscettibile di trattamento radicale che non ha risposto al trattamento ormonale.

Alla dimissione и suggerito un periodo di vita morigerata (ridotto stress fisico, scarsa attivitа sessuale e/o sportiva, regime alimentare moderato, terapia antisettica urinaria, ecc.) e l’astensione dalle normali attivitа lavorative per periodo variabile tra i 7 e 21 giorni, in base alle condizioni associate e all’estensione della resezione. И suggerito di evitare lunghi tragitti in macchina e l’uso di cicli e motocicli. Normale deve essere l’introduzione di liquidi per os.

Dopo l’intervento viene applicato un catetere vescicale con sistema di lavaggio continuo della vescica. In assenza di complicazioni il catetere и rimosso in media dopo 3 giorni. In assenza di complicazioni la degenza ospedaliera media и di 4-5 giorni.

B. Risultati Obiettivi: la resezione transuretrale della prostata ottiene, i migliori risultati obiettivi (aumento della forza del getto urinario, riduzione del residuo post-minzionale e riduzione dell’ostruzione) rispetto alle terapie alternative: miglioramento del flusso urinario massimo del 120-125% e riduzione del residuo post-minzionale del 70%.

C. Durata: le percentuali di efficacia del trattamento a lungo termine sono le piщ alte, rispetto alle terapie alternative: 5-15% di ritrattamenti dopo 8 anni.

– L’incontinenza urinaria, nei suoi diversi gradi, ha una incidenza del 1-6,6% circa. Essa и per lo piщ una incontinenza da “stress” ovvero si evidenzia allorchи si ha un brusco aumento della pressione endoaddominale (colpi di tosse, starnuti, riso, sollevamento di pesi). Raramente si tratta di un’incontinenza totale. Tale tipo di incontinenza и legata solitamente ad una lesione dello sfintere uretrale esterno e, a seconda della gravitа, si potrа procedere alla sua correzione mediante interventi per via endoscopica o, in ultima analisi, con l’applicazione di protesi.

– L’emorragia con necessitа di emotrasfusione si verifica nel 8,8% dei casi.

– A distanza di tempo dall’intervento possono comparire le stenosi dell’uretra e le sclerosi del collo vescicale che si aggirano fra lo 0,5-9,7% e la cui risoluzione puт richiedere un secondo intervento endoscopico (cervicotomia o uretrotomia o uretroplastica).